GiraSole – soggetto – prima parte

LA VOCE

Ormai è andata.

Questo pensa Michelangelo. Ha 45 anni, fisico asciutto, poco curato. Mangia poco. La sua compagna è senza lavoro da troppo tempo e nel letto lo evita. Il lavoro precario al Tribunale lo esaspera. Scappa prima dell’orario di pausa. Attratto da un locale mai visto prima cade per le scale e viene intercettato da una donna che sa tutto di lui ma che lui afferma con certezza di non averla mai incontrato. Esce dal locale, stordito e sconvolto. La realtà sembra alterata. Corre a casa desideroso di raccontare gli strani accadimenti ma la compagna non lo riconosce e lo caccia a malo modo. Chiede ospitalità ad un amico che dice di essere all’estero e di avere lasciato la casa a un ragazzo. Può chiedere a lui di condividere l’appartamento e farsi dare una delle due copie delle sue chiavi colorate. Lo trova alla Lavanderia proprio sotto il suo appartamento. Michelangelo corre alla Lavanderia e non si accorge che in cielo il Sole e la Luna sono sempre vicini, un gatto muto lo osserva, i girasoli al suo passaggio lo seguono come se fosse un nuovo Sole.

foto da Caffeina Sono occorse 16 telecamere e 62 gg di appostamento. Per poter fotografare insieme il sole e la luna. Si potrà rivedere questa straordinaria possibilità solamente nel 2035…

LA VOCE

Vivi solo due volte:

una volta dopo che sei nato

e una volta prima di morire.

Basho


Alla lavanderia trova un assembramento di persone intorno alla scena del ragazzo morto e lasciato composto come nel quadro di Caravaggio La morte della Vergine.

La polizia non è ancora arrivata. Michelangelo nota vicino al corpo le chiavi colorate della casa dell’amico e con circospezione se ne impossessa.

Entra in una casa ordinata e pulita maniacalmente. Si installa in soggiorno ma prima di ogni cosa igienizza il bagno spargendo alcool e appiccando il fuoco. Bussano alla porta ma lui non apre.

In Tribunale tutto è distante e senza senso, perfino i rapporti sessuali che avvengono in camera di consiglio.

Michelangelo ha una crisi di asfissia e acufeni e scopre che riesce a trovare conforto solo correndo sul bagnasciuga. È pure attratto dalla Lavanderia dove trascorre tutto il suo tempo a lavare senza sosta tutto ciò che possiede. Dal giornale ritaglia la foto del ragazzo ucciso e dalla radio scopre che i genitori, Corrado e Floriana, sono i gestori della lavanderia e della stireria. La lavanderia è il punto d’incontro di clienti ed escort alle quali Corrado e Floriana forniscono chiavi di alcove gestite dal giovane boss Carmine che nel retrobottega svolge le sue attività.

A casa trova la porta manomessa e l’appartamento sottosopra. Cerca l’amico ma il suo telefono è irraggiungibile. Teme di essere stato incastrato. Cerca qualche indizio nel caos dell’appartamento e trova un flyer di Blu Indaco, una comune parareligiosa di Trapani, e un biglietto d’aereo proprio per Trapani intestato a Luca, ragazzo ucciso. In preda a una violenta crisi di acufeni e asfissia si precipita al parco e sul bagnasciuga. La sabbia rossa e una pioggia fangosa lo costringono a riparare in una caverna buia. Come in un sogno o in una fantasticheria Luca ha la stessa crisi di asfissia di Michelangelo e corre lungo il bagnasciuga. Arriva alla fine della banchina dove il mare si infrange sugli scogli. Sta per tuffarsi ma si blocca.

In Lavanderia chiede a Floriana di stirargli il suo bucato. Subito. Floriana prima lo esclude poi come ipnotizzata esegue. Scoppia una tubatura. Michelangelo riesce a tamponare e aiuta a sistemare. Arriva Cinzia, la ex di Luca, a dare una mano. Tra Michelangelo e Cinzia c’è una strana sintonia. Corrado propone a Michelangelo di fare il factotum. Così Michelangelo comincia con le consegne e cerca di avere notizie di Luca. Scopre che il ragazzo era ammirato da tutti e aveva dei poteri: dava i numeri, sapeva parlare e mettere pace, risolvere dissidi, guarire piccoli malanni semplicemente con le sue mani.

A casa regna il caos. Michelangelo cerca di dormire sul divano. D’improvviso la porta si apre e compare Cinzia che alla vista di Michelangelo urla di terrore.

(continua)

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