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	<title>Maurizio Fiume - cineasta &#187; Rassegna Media</title>
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		<title>La nuova frontiera dell’arte riparte dal Sud</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Apr 2024 06:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Fiume</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Rassegna Media]]></category>

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		<description><![CDATA[IL NOVELLIERE . Aprile 11, 2024 n.ro 12 del magazine culturale bimestrale. La nuova frontiera dell’arte riparte dal Sud di Maurizio Icardonna Coraggioso ed anticonformista, Maurizio Fiume ha da poco aperto una nuova start-up innovativa con sede in Campania. A &#8230; <a href="https://www.mauriziofiume.com/la-nuova-frontiera-dell%e2%80%99arte-riparte-dal-sud/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>IL NOVELLIERE . Aprile 11, 2024<br />
n.ro 12 del magazine culturale bimestrale.</p>
<p>La nuova frontiera dell’arte riparte dal Sud<br />
di Maurizio Icardonna</p>
<p>Coraggioso ed anticonformista, Maurizio Fiume ha da poco aperto una  nuova start-up innovativa con sede in Campania. A parlarci di ciò, e non  solo, sarà proprio lui stesso.</p>
<p><strong><em>Quest’anno, dopo aver lasciato la Riverstudio, ha fondato una nuova start-up avente come temi cardine l’I.A e l’animazione.<br />
Come vede il futuro di quest’ultime realtà, e in quale modo, se presente, esse potrebbero coesistere e collaborare?</em></strong><br />
Non ho lasciato di mia iniziativa la Riverstudio. Dopo cinque anni di  lavoro a tempo pieno in quella startup mi sono trovato senza avere più  una prospettiva e in disaccordo con la mia socia. I miei figli, Sole e  Ariele ventenni, mi hanno sollecitato a ripartire e ho deciso di  ricominciare con loro. Solefilm, la nuova startup innovativa che ho  fondato con loro, ha come missione la realizzazione di progetti  cinematografici di animazione e live con l’aiuto della I.A. generativa.  L’l.A. generativa è a uno stadio elementare. Ci vorranno almeno due anni  prima che possa essere un co-pilota professionale nel nostro lavoro.  Per ora può aiutare ad automatizzare delle funzioni ripetitive. In ogni  caso non potrà mai sostituire l’essere umano. Sarà un nuovo strumento  che dovremo imparare a usare. L’animazione cinematografica da anni ha  avuto una evoluzione diventando “pensata” per gli adulti. La  digitalizzazione, grazie alla CGI (Computer Generated Imagery), ha  permesso di ottenere risultati innovativi nella progettazione delle  storie, aumentando la qualità delle opere.<br />
La strada è lunga, ma la nascita di nuove imprese in Italia lascia ben  sperare per il futuro. L’I.A. generativa e l’animazione digitale  potrebbero contribuire a creare un distretto creativo-produttivo  cinematografico indipendente di tipo artigianale, diverso dai distretti  creativi industriali (che, secondo me, non ci appartengono) che pure in  Campania stanno nascendo.<br />
<strong><em>Lei, così come altri artisti, ha avuto un seguito e un  riconoscimento maggiore all’estero rispetto che in Italia. Secondo lei a  cosa è dovuta questa poca attenzione del cinema italiano nei confronti  di opere e autori non fortemente commercializzati?</em><strong> </strong><em><br />
</em></strong>In Italia ci si muove all’interno di un circolo ristretto di  persone. Il mondo del cinema, in particolare, è una specie di villaggio  in cui ci si conosce tutti. Come in ogni circolo, ci sono delle regole e  se ne fai parte devi rispettarle se vuoi sederti al tavolo di gioco. Io  ho scelto di essere un outsider, un indipendente. Non mi piace essere  condizionato da regole esterne nelle mie scelte tematiche e artistiche.<br />
A volte il mio punto di vista ha dato fastidio a qualcuno. Ho sempre  pensato di vivere in un paese in cui ci possa civilmente confrontare  sulle idee e sui punti di vista. Ho sperimentato su me stesso che spesso  così non è.<strong><em><br />
<strong>Quali sono gli obiettivi a breve termine che si pone sia come autore  singolo, che come CEO di una Start-up così innovativa e settorializzata?</strong></em><br />
</strong>Come autore ho un solo mio progetto che vorrei fare ed è Isola, la  storia di mio padre a Cos durante la seconda guerra mondiale. Spero  prima o poi di riuscirci. Per ora concentrerò le mie risorse su Solefilm  che è nata da pochi giorni. Una startup non opera nel “breve termine”.  Le idee devono maturare, devono essere trovati fondi ingenti, bisogna  creare un team di giovani entusiasti. C’è bisogno di tempo. Abbiamo  alcuni progetti a breve termine. Abbiamo co-organizzato con PMI Southern  Italy Chapter il webinar Il Project Management per lo sviluppo dei  progetti cinematografici e il workshop COME SI PRODUCE UN FILM  INDIPENDENTE anche con l’I.A. in presenza a Salerno e on line con  Vetruvio Accademy e il patrocinio di PMI Southern Italy Chapter per  individuare possibili giovani collaboratori della startup. Produciamo il  docudrama dal titolo SANSONE, ambientato nella casa di reclusione di  Eboli, grazie al sostegno della direttrice, la dottoressa Concetta  Felaco. La casa di reclusione di Eboli è un istituto dove il detenuto  non è sempre costretto in una cella ma può svolgere una delle tante  attività scolastiche, professionali, ricreative che la struttura offre.  La struttura è più simile ad una comunità che a un carcere e mi piace  riuscire a raccontare il quotidiano dei detenuti, un quotidiano che io  per prima ignoro. Stiamo collaborando con Iuppiter Edizioni per la  realizzazione del graphic novel, vincitore del Premio SIAE Per chi crea  Nuove Opere, di mia figlia Sole che sarà pubblicato a settembre. Da  questo progetto vorremmo realizzare un lungometraggio d’animazione  utilizzando l’I.A. generativa. Pensando a obiettivi a lungo termine,  intendo dedicare molte delle risorse al progetto EFILM SYSTEM. È il  progetto di Ricerca &amp; Sviluppo che ho portato con me dalla  precedente start-up. Si tratta di un workflow di produzione  cinematografico innovativo che proporrà nuovi metodi di organizzazione  del lavoro e nuove modalità di gestione delle relazioni esterne in una  logica di partnership e di condivisione digitale che favorirà  l’inclusione di creativi e tecnici delle ultime generazioni.<strong><br />
<strong>Lei gestisce anche un corso di sceneggiatura e produzione  cinematografica. A proposito di ciò, come vede le nuove generazioni di  sceneggiatori? Secondo lei stanno portando su piccolo e grande schermo  opere impegnate, oppure sono anch’essi in balia di questo sistema di cui  ha parlato?</strong><em><br />
</em></strong>Ho grande fiducia nelle nuove generazioni. Sono dei vulcani di  idee innovative e coraggiose. Sono al di fuori del “circolo” del cinema e  conservano la loro libertà di esprimersi. Saranno loro che cambieranno  il modo di come il cinema verrà pensato, realizzato e diffuso. Allo  stato attuale manca una nuova generazione di sceneggiatori e produttori.  Quando ho cominciato io negli anni ottanta, mi ritrovavo agli incontri  sul cinema, con miei coetanei. Oggi non vado più agli incontri perché  ritrovo le stesse persone di 30 anni fa. In Italia si è impedito ad una  nuova generazione di farsi strada. Basta andare in Europa e le cose sono  opposte, sceneggiatori e produttori sono tutti giovani. Lo so che  spesso i giovani si sentono smarriti, persi. Avrebbero bisogno di una  strada che li agevoli nella loro ricerca del nuovo. I giovani devono  coalizzarsi e combattere perché se il cinema avrà un futuro, sarà solo  per merito loro.</p>
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