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	<title>Maurizio Fiume - cineasta &#187; Diario di bordo</title>
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	<description>una cosa è conoscere il sentiero, un&#039;altra è imboccarlo</description>
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		<title>L&#8217;isola di Alfonso Gatto &#8211; il poeta e il suo doppio</title>
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		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 11:49:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Fiume</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>
		<category><![CDATA[Produzione]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;isola di Alfonso Gatto &#8211; il poeta e il suo doppio Teneva sempre una valigia pronta, Alfonso Gatto. La mostrava agli amici come una promessa: da un momento all&#8217;altro poteva partire. E partì per tutta la vita, Firenze, Milano, la &#8230; <a href="https://www.mauriziofiume.com/1370/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;isola di Alfonso Gatto &#8211; il poeta e il suo doppio</strong></p>
<p><em><a href="https://www.mauriziofiume.com/wp-content/uploads/2026/08/Still-2026-03-04-215442_1.9.1-2.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-1371" title="still-2026-03-04-215442_1-9-1-2" src="https://www.mauriziofiume.com/wp-content/uploads/2026/08/Still-2026-03-04-215442_1.9.1-2-1024x533.png" alt="" width="640" height="333" /></a><br />
</em><strong>T</strong>eneva sempre una valigia pronta, Alfonso Gatto.</p>
<p>La mostrava agli amici come una promessa: da un momento all&#8217;altro poteva partire.</p>
<p>E partì per tutta la vita, Firenze, Milano, la strada, il carcere, la Resistenza, senza mai lasciare davvero il punto da cui era venuto.</p>
<p>Quando gli chiesero chi fosse, rispose dopo averci pensato appena: «Io sono Salerno».</p>
<p>Oggi i suoi versi ricompaiono sui muri della città vecchia, tracciati dai ragazzi sui murales dei vicoli: la prova che quella poesia, a mezzo secolo dalla morte del poeta, continua a chiamare qualcuno.</p>
<p>Da qui muove <em>Isola. Luoghi e miti di Alfonso Gatto</em>, il documentario scritto da Maurizio Fiume e diretto da Marcello Napoli, prodotto da Solefilm start up innovativa in associazione con Iuppiter e I Disinvolti, presentato in anteprima il 18 agosto al Cilento Fest di Perito, in provincia di Salerno. Il regista del documentario ha ritirato dalle mani del Presidente dell&#8217;Ordine dei giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, il Premio Cinema &amp; Giornalismo della quinta edizione del Cilento Fest.</p>
<p>Cinquanta minuti che rinunciano alla formula del ritratto per interviste e tentano qualcosa di innovativo: mettere in scena il poeta.</p>
<p>Il titolo è quello del libro d&#8217;esordio, <em>Isola</em>, uscito a Napoli nel 1932, il ventitreenne che con quei versi entra nella scena letteraria, notato subito da Montale e Penna, e vi entra già isola, cioè radice e solitudine nello stesso gesto.</p>
<p>Il cuore del film è una lunga ricostruzione, silenziosa e sognante, grazie alla fotografia di Antonio Grambone, in cui un attore, Yari Gugliucci, dà corpo a Gatto ormai maturo che torna a Salerno dopo il suo girovagare per l&#8217;Italia, a cercare una riconciliazione con il proprio passato.</p>
<p>Ripercorre i luoghi dell&#8217;infanzia: il barbiere, il caffè, la spiaggia, la casa, il quartiere povero dove è cresciuto.</p>
<p>Sono luoghi nudi, e in Gatto la povertà del paesaggio è una sostanza etica prima che linguistica: il mare, la terra, le cose minime del Sud restano il fondale immutato di tutta la sua opera, anche quando il vagabondaggio lo porta lontanissimo da sé.</p>
<p>Le scene sono mute; a dire i versi è la voce fuori campo, mentre le immagini li sceneggiano, come se la poesia, invece di essere recitata, tornasse ad accadere.</p>
<p>In questo pellegrinaggio della memoria si muovono due presenze, spiriti guida.</p>
<p>Una giovane donna, Ludovica Ferraro, sempre la stessa e ogni volta vestita in modo diverso: sono i suoi amori, ed è la Musa.</p>
<p>E un ragazzo, Ariele Fiume, che lo ignora, che lo sfiora senza riconoscerlo, fino alla scena in cui si stacca dal Gatto maturo e capiamo chi è: il poeta da giovane, il suo stesso io.</p>
<p>È qui che il titolo si fa immagine, l&#8217;uomo diviso tra età e giovinezza, radice e distanza, presenza e assenza, «universo che mi spazia e mi isola».</p>
<p>La stessa contiguità che governa la sua poesia, dove l&#8217;infanzia e la morte sono stanze vicine e la rima non è ornamento ma rivelazione: due parole che, guardandosi, fanno affiorare il senso.</p>
<p>Attorno a queste sequenze il film alterna il repertorio Rai, il vero Gatto che si racconta e recita se stesso, e le animazioni (ideate e realizzate da Sole Fiume con la voce recitante di Roberto De Francesco) che danno figura alle sue poesie per l&#8217;infanzia, dolenti e giocose insieme.</p>
<p>Ne esce una parola che si trasforma senza tradirsi: dall&#8217;ermetismo degli anni trenta al canto civile della Resistenza, fino all&#8217;amore; e sullo sfondo la voce dei critici, su tutti Silvio Ramat, curatore delle <em>Tutte le poesie</em>, che di Gatto parla come di una «galassia».</p>
<p>Il finale è una spiaggia.</p>
<p>Il poeta, tornato giovane, guarda il mare e l&#8217;infinito, mentre fuori campo pronuncia il suo lascito: di non aver mai commesso viltà, di essere ancora vivo, perché ogni parola «affidata all&#8217;amore altrui» gli dà vita.</p>
<p>Poi le note de <em>La ballata del tempo</em>, scritta da Gatto e cantata da Lea Massari, chiudono il viaggio.</p>
<p>Non ci consegnano un poeta imbalsamato nei manuali, ma un compagno di strada che continua a partire e a tornare, come il mare del suo Sud.</p>
<p>E lasciano una cosa rara: la voglia di riaprirla davvero, quella valigia e di scoprire quanto Gatto, a dispetto degli anni, sia ancora vivo.</p>
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		<title>Isola luoghi e miti di Alfonso Gatto</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 10:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Fiume</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>

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		<description><![CDATA[5th CILENTO FEST 2026 Cinema &#38; Journalism Award to the director una produzione Solefilm start up innovativa Piano per la Cultura e il Turismo 2024/2025 DGRC 616 del 14/11/2024 e DGRC 217 del 17/04/2025 Racconti di Campania sostenuta da Banca &#8230; <a href="https://www.mauriziofiume.com/isola-luoghi-e-miti-di-alfonso-gatto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.mauriziofiume.com/wp-content/uploads/2026/08/luoghi-e-miti-di-Alfonso-Gatto2.png"><img class="aligncenter size-large wp-image-1359" title="luoghi-e-miti-di-alfonso-gatto2" src="https://www.mauriziofiume.com/wp-content/uploads/2026/08/luoghi-e-miti-di-Alfonso-Gatto2-723x1024.png" alt="" width="640" height="906" /></a><strong>5th CILENTO FEST 2026 Cinema &amp; Journalism Award to the director</strong></p>
<p>una produzione <strong>Solefilm start up innovativa</strong><br />
Piano per la Cultura e il Turismo 2024/2025<br />
DGRC 616 del 14/11/2024 e DGRC 217 del 17/04/2025 Racconti di Campania<br />
sostenuta da Banca di Credito Cooperativo Campania &#8211; Centro-Cassa Rurale ed Artigiana Battipaglia<br />
Fondazione Cassa Rurale Battipaglia<br />
in associazione con Iuppiter e Associazione <em>I Disinvolti</em><br />
scritto da Maurizio Fiume<strong> </strong><br />
diretto da Marcello Napoli<br />
<strong>isola</strong><br />
luoghi e miti di<strong> <em>Alfonso Gatto</em></strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong><em>Log Line</em></strong><br />
Estrarre dalla valigia alcuni momenti della capacità del poeta Alfonso Gatto di vedere e non vedere, di dire il non fatto e di fare il non detto.<br />
<strong><em>Concept</em></strong><br />
<strong><em>ISOLA luoghi e miti di Alfonso Gatto</em></strong><strong> </strong>è un documentario che riporta la poesia di Alfonso Gatto nei luoghi e nelle vite di oggi, facendola risuonare come voce viva di identità, memoria e cura.<br />
Un viaggio nel Mezzogiorno dove l’arte diventa incontro, educazione e coesione sociale.<br />
Un progetto che usa il cinema per trasformare la cultura in esperienza condivisa e generatrice di futuro.<br />
<strong><em>Sinossi</em></strong><br />
Il documentario è un&#8217;esplorazione dei luoghi e della temperie culturale, caratteristiche essenziali della vicenda artistica di Alfonso Gatto e delle sue poesie partendo dalla prima raccolta pubblicata nel 1932, <strong><em>Isola</em></strong>, edito dalle Edizioni Libreria di Napoli, considerato dalla critica l’ingresso del giovane autore nel movimento ermetico italiano.<br />
Il docufilm ruota intorno al tema della poesia come rifugio, come spazio felice e intimo in cui il poeta può assaporare la gioia pura dell’esistenza.<br />
E si sofferma ora evocando, ora spiegando, ora interpretando il suo mondo poetico, con l’aiuto di Silvio Ramat, suo esegeta.<br />
<strong>Alfonso Gatto</strong> (Salerno 1909 &#8211; Orbetello 1976) è uno dei grandi poeti italiani del Novecento.<br />
Nasce sul mare, in una famiglia di marinai e piccoli armatori, e da quel Sud non si allontanerà mai davvero: sarà la sua patria segreta, la fonte a cui torna per tutta la vita.<br />
Giovanissimo lascia gli studi per difficoltà economiche e attraversa anni inquieti, facendo il commesso di libreria, il giornalista, l&#8217;insegnante.<br />
Ha poco più di vent&#8217;anni quando, nel 1932, pubblica il suo primo libro, <em>Isola </em>.<br />
Bastano quei versi perché due voci fondamentali della poesia italiana, Sandro Penna ed Eugenio Montale, lo notino subito e ne riconoscano il talento raro.<br />
È l&#8217;inizio di un percorso che lo porterà tra i protagonisti dell&#8217;ermetismo, la stagione poetica che negli anni Trenta cerca una parola pura, essenziale, capace di dire molto con pochissimo.<br />
Ma Gatto non è solo un poeta di scuola.<br />
Arrestato per antifascismo, partecipa poi alla Resistenza, e la sua poesia attraversa la guerra facendosi voce civile, ferita, testimone.<br />
Negli anni della maturità ritrova un canto più disteso e luminoso, che riscopre il Sud, la memoria, gli affetti familiari.<br />
È stato anche prosatore, autore di libri per l&#8217;infanzia, pittore e acquerellista.<br />
Il titolo di quel primo libro, <em>Isola, </em>dice già tutto di lui: l&#8217;appartenenza a una terra e insieme la solitudine di chi la porta dentro ovunque vada.<br />
È da qui che questo film parte per raccontarlo.<br />
<strong>isola</strong><br />
luoghi e miti di<strong> <em>Alfonso Gatto</em></strong><br />
<strong>Silvio Ramat</strong>, fiorentino, è professore emerito di letteratura italiana contemporanea all&#8217;Università di Padova e uno dei maggiori studiosi della poesia italiana del Novecento.<br />
Ha dedicato la vita a leggere e a far leggere i poeti del secolo scorso, restituendone le voci con rigore e passione.<br />
Al cuore del suo lavoro su Alfonso Gatto sta la cura di <em>Tutte le poesie </em>(Mondadori), l&#8217;edizione che raccoglie l&#8217;intera opera in versi del poeta salernitano.<br />
È un progetto di lunga durata, avviato fin dal 1966 e giunto nel 2017 a una forma accresciuta e aggiornata, arricchita dai versi per l&#8217;infanzia del <em>Vaporetto</em>, da testi sparsi e da inediti.<br />
A questo volume si deve oggi la possibilità di leggere Gatto nella sua interezza.<br />
Il suo impegno di studioso non si ferma qui.<br />
Fin da <em>L&#8217;ermetismo </em>(1969) ha indagato le correnti e le figure maggiori della poesia del Novecento, firmando opere di riferimento e curando edizioni di Campana, Ungaretti e Sinisgalli.<br />
È anche poeta in proprio, con numerose raccolte fino alle più recenti <em>Le chiavi del giorno </em>(2022) e <em>Il viola </em>(2025).<br />
Per la sua attività critica è stato premiato nel 2001 dall&#8217;Accademia dei Lincei.<br />
La sua firma, in calce a un&#8217;edizione, è garanzia di una lettura autorevole: e su Gatto resta oggi una delle più preziose.<br />
<em><strong>Isola</strong></em><em> </em>(Napoli, 1932) è il libro d&#8217;esordio di Alfonso Gatto, il testo con cui il poeta appena ventitreenne entra nella scena letteraria italiana.<br />
È un canzoniere breve e limpido, in cui il paesaggio del Sud, il mare, la terra, le cose povere, la memoria dell&#8217;infanzia, si trasfigura in una parola rarefatta e senza tempo.<br />
Il titolo dice già molto: l&#8217;appartenenza a un luogo e insieme una condizione di separatezza, l&#8217;isola come radice e come solitudine.<br />
È qui che si costituisce quella che è stata definita una «grammatica ermetica», e che il poeta stesso descriverà come ricerca di «assolutezza naturale»: un linguaggio allusivo, ricco di motivi melodici, tipico di una poetica dell&#8217;assenza e dello spazio vuoto.<br />
In queste pagine domina il senso della &#8220;bontà&#8221; della natura e una passione per le &#8220;cose povere&#8221;, che riportano alla memoria dell&#8217;infanzia e a un antico passato contadino e meridionale.<br />
È questo nucleo intimo che, senza sostanziali modificazioni, farà poi convergere spontaneamente la poesia di Gatto nell&#8217;orizzonte del neorealismo.<br />
Così <em>Isola </em>fa da ponte tra la stagione propriamente ermetica e una lirica successiva d&#8217;impegno morale e civile, un trapasso segnato dall&#8217;esperienza della guerra e della Resistenza.<br />
È da questo primo libro che parte l&#8217;intero cammino del poeta, e a cui, di raccolta in raccolta, non smetterà mai davvero di tornare.<strong><em> </em></strong><br />
<strong>isola</strong><br />
luoghi e miti di<strong> <em>Alfonso Gatto</em></strong><br />
<strong><em> </em></strong><br />
<strong><em>Note dell’autore</em></strong><br />
<strong><em> </em></strong><br />
<em>C&#8217;è una valigia che nessuno ha mai finito di aprire. </em><br />
È quella di Alfonso Gatto, il poeta che dal 1929 attraversa l&#8217;Italia, e non solo, cogliendone come pochi la forza della resistenza, e raccontando la lunga schiera delle vittime di un potere che non sa unire gli uomini.<br />
Eppure, accanto all&#8217;ombra, Gatto apre sempre lo scenario opposto: la ricchezza della lingua, i tesori del paesaggio umano e naturale, la Storia che scorre attraverso i secoli e i suoi protagonisti, grandi e minimi, lungo oltre mezzo secolo, dal primo libro del 1932 fino al 1976.<br />
In lui poesia e vita sono un&#8217;unica testimonianza d&#8217;amore, come scrisse Montale nell&#8217;epigrafe funeraria.<br />
«Io credo che, finché vivrò, più importante della mia poesia sia la mia vita», confidava il poeta in una registrazione Rai.<br />
È il poeta con la valigia: uno spazio ancora tutto da riscoprire, un respiro più lungo di quanto immaginiamo, un pianeta, anzi una galassia, come lo chiama Silvio Ramat, il suo maggior conoscitore.<br />
Se la meraviglia è l&#8217;inizio del sapere, come ci hanno insegnato i Greci, lasciamoci allora sorprendere dal suo modo di guardare: la vita che scorre, la luce dentro la morte, i suoni delle parole come fili di una tela in cui non siamo prede, ma bambini che vogliono respirare e crescere.<br />
Testimone e mai spettatore, Gatto non si lascia irretire dal potere: ne segue gli itinerari con una ferma coerenza etica e una padronanza della lingua che è stata <em>exemplum </em>per generazioni.<br />
Ad accompagnarci saranno i suoi luoghi, le sue orme letterarie e fotografiche, e le voci di chi ne ha ricostruito la trama, da Silvio Ramat a Francesco D&#8217;Episcopo.<br />
Perché questa non vuole essere che un lungo respiro, per far vivere ancora l&#8217;uomo, il poeta, il nostro compagno di viaggio: Alfonso Gatto.<br />
<strong>isola</strong><br />
luoghi e miti di<strong> <em>Alfonso Gatto</em></strong><br />
<strong><em>Regista</em></strong><br />
<strong>Marcello Napoli, </strong>salernitano, classe ‘58, laureato in Sociologia, Diplomato alla Scuola di Biblioteconomia di Città del Vaticano è giornalista dal 1986.<br />
Ha insegnato per un triennio al Conservatorio “Martucci” di Salerno; cattedre di Semiologia I e Semiologia II; è tutor nelle scuole secondarie per corsi di giornalismo e scrittura creativa.<br />
Tra le varie mostre che ha curato, quella di Enzo Sellerio nel 2003.<br />
Collabora da anni con le pagine culturali de Il Mattino.<br />
<strong><em>DOP</em></strong><br />
<strong>Antonio Grambone. </strong>Salernitano, tra i suoi film ricordiamo:<br />
<em><a title="Santa Lucia" href="https://www.comingsoon.it/film/santa-lucia/62325/scheda/">Santa Lucia</a></em><em> (2021), </em><em><a title="La Mossa del Pinguino" href="https://www.comingsoon.it/film/la-mossa-del-pinguino/50090/scheda/">La mossa del pinguino</a></em><em> (2013), </em><em><a title="Napoli 24" href="https://www.comingsoon.it/film/napoli-24/48996/scheda/">Napoli 24</a></em><em> (2010), </em><em><a title="Noemi" href="https://www.comingsoon.it/film/noemi/40236/scheda/">Noemi</a></em><em> (2006), </em><em><a title="'O Guarracino" href="https://www.comingsoon.it/film/o-guarracino/2474/scheda/">&#8216;O Guarracino</a></em><em> (2005), </em><em><a title="Sotto la stessa luna" href="https://www.comingsoon.it/film/sotto-la-stessa-luna/45868/scheda/">Sotto la stessa Luna</a></em><em> (2005).</em><br />
Solefilm start up innovativa │ profilo<br />
<strong><em>Solefilm </em></strong>è una startup innovativa di Napoli creata nel 2024.<br />
Ha come missione l’evoluzione del processo di ideazione, produzione e diffusione di lungometraggi cinematografici ad alto valore tecnologico sia live che di animazione.<br />
Fondatori della startup sono la artista visiva Sole Fiume, l’attore e project manager Ariele Fiume e il cineasta Maurizio Fiume che è anche l’amministratore.<br />
<strong><em>Filmografia </em></strong><br />
<strong><em>Sansone </em></strong>– lungometraggio docudrama scritto da Maurzio Fiume e diretto da Ariele Fiume, Maurizio Fiume, interpretato dai detenuti della casa di reclusione di Eboli (SA)<br />
<strong><em>Taci</em></strong> – cortometraggio horror diretto da Tommaso Benvenuti Eugenio Pozzilli<br />
<strong><em>Io, Tigre</em></strong> – cortometraggio di animazione scritto, disegnato, animato e diretto da Sole Fiume<br />
<strong><em>Rettifilo</em></strong> – film documentario scritto e diretto da Stefano Incerti<br />
<strong><em>Cagnacci</em></strong> – cortometraggio fantasy scritto e diretto da Daniele Camerlingo<br />
<strong><em>Isola – luoghi e miti di Alfonso Gatto</em></strong> – documentario sul poeta Alfonso Gatto scritto da Maurizio Fiume e diretto da Marcello Napoli<br />
<strong><em>Il cielo sopra Roma</em></strong> – cortometraggio scritto e diretto da Ariele Fiume. In postproduzione<br />
<strong><em>Dino</em></strong> docufilm scritto da Maurizio Fiume Stefano Incerti. In preparazione<br />
<strong><em>Progetto di Ricerca &amp; Sviluppo </em></strong><br />
EIFLM è un workflow di produzione cinematografico innovativo che allo stato attuale si trova allo stadio di SaaS EFILM STUDIO.<br />
<strong><em>CONTATTI</em></strong><br />
Maurizio Fiume<br />
SOLEFILM srl &#8211; start-up innovativa<br />
80121 Napoli via dei Mille, 59<br />
Tel. +3908118088756<br />
00187 Roma via Venti Settembre, 118<br />
Tel +39 06916500172<br />
<a href="mailto:solefilmstudio@gmail.com" target="_blank">solefilmstudio@gmail.com</a><br />
<a href="https://www.solefilmstudio.com/isola-luoghi-e-miti-di-alfonso-gatto/">https://www.solefilmstudio.com/isola-luoghi-e-miti-di-alfonso-gatto/</a><br />
<strong><em>Promo</em></strong><br />
<a href="https://vimeo.com/1211717811">https://vimeo.com/1211717811</a><br />
<a href="https://youtu.be/SbFu2DYB_tU" target="_blank">https://youtu.be/SbFu2DYB_tU </a></p>
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		<title>FORUM NO LOGO &#8211; ROMA 7 OTTOBRE 2024 &#8211; Intervento</title>
		<link>https://www.mauriziofiume.com/forum-no-logo-roma-7-ottobre-2024-intervento/</link>
		<comments>https://www.mauriziofiume.com/forum-no-logo-roma-7-ottobre-2024-intervento/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 Oct 2024 11:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Fiume</dc:creator>
				<category><![CDATA[BLOG]]></category>
		<category><![CDATA[Diario di bordo]]></category>

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		<description><![CDATA[FORUM NO LOGO IL CINEMA NON DIPENDENTE Roma, 7 ottobre 2024 Cinema delle Province STATUS QUO E ANALISI DATI PUBBLICI Intervento di Maurizio Fiume Grazie per essere venuti qui. Vogliamo provare a fare un ragionamento sul cinema italiano in questo &#8230; <a href="https://www.mauriziofiume.com/forum-no-logo-roma-7-ottobre-2024-intervento/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p id="docs-internal-guid-bd982bed-7fff-b08d-e1cb-f6cb9914157c" dir="ltr">FORUM NO LOGO IL CINEMA NON DIPENDENTE</p>
<p dir="ltr">Roma, 7 ottobre 2024</p>
<p dir="ltr">Cinema delle Province</p>
<p dir="ltr">STATUS QUO E ANALISI DATI PUBBLICI</p>
<p dir="ltr">Intervento di Maurizio Fiume</p>
<p dir="ltr">Grazie per essere venuti qui.</p>
<p dir="ltr">Vogliamo provare a fare un ragionamento sul cinema italiano in questo difficile momento di crisi e di incertezza.</p>
<p dir="ltr">Abbiamo pensato di fare una riflessione, ma anche provare, insieme, a trovare una via di uscita. Una soluzione, se fosse possibile.</p>
<p dir="ltr">Sappiamo che quest&#8217;anno il comparto della produzione cinematografica non manterrà il livello di produzione e di lavoro che c&#8217;è stato negli ultimi anni.</p>
<p dir="ltr">Non solo. Anche l&#8217;anno prossimo le cose non saranno diverse.</p>
<p dir="ltr">Infatti a tutt’oggi non sappiamo quando verranno assegnati i contributi e il tax credit del 2024. Quindi i finanziamenti non saranno disponibili prima della fine del 2025 e pochi produttori saranno in grado di iniziare a lavorare. La conseguenza di tutto ciò, sarà che i lavoratori delle troupe resteranno anche nel 2025 a casa senza reddito.</p>
<p dir="ltr">Cerchiamo di capire a che punto ci troviamo e come ci siamo arrivati.</p>
<p dir="ltr">Io farò riferimento ai dati ufficiali disponibili del 2022 e del 2023.</p>
<p dir="ltr">IL MERCATO MONDIALE DEL CINEMA</p>
<p dir="ltr">Partiamo dalla situazione del mercato mondiale del cinema secondo i dati dell’Osservatorio Europeo dell’audiovisivo.</p>
<p dir="ltr">Questa tabella elenca i 10 principali mercati al mondo per incassi. Come si vede non è elencata l’Italia.</p>
<p dir="ltr">L&#8217;Italia si trova al 12mo posto.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdZETSBq6OiWgFRb791TJiEBda2mk0hgsARTo_FuxDm4Omn2zawVAvmP4GUI9xWeSroBJvQRswkeJNj6Mvd0fpolmkk34OuNRRotiH7NHKlIq8QZrYa-t73MLJLjEgM5zt1FNwy30ax8rZRTQGI2wd0Z0eQ?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="485" height="361" /></p>
<p dir="ltr">Questo è il valore che ha nel mercato mondiale l&#8217;Italia.</p>
<p dir="ltr">Un decennio fa l’Italia se la giocava con la Francia ed era tra il quinto e il sesto posto.</p>
<p dir="ltr">Nel 2023 la Francia si trova al quinto posto l&#8217;Italia è al 12mo posto.</p>
<p dir="ltr">Se andiamo a vedere la tabella per numero di spettatori le cose non cambiano.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXfWc9gQGtTDKPuIRFW6pCTOAMSfNUZA_L3sX9vdSUzdezuhOShsiGQHe7FLHsGnBzOMNfpVXLDMEVYORLM1SO9lQnGc--5MW0qXERqFW0uAbmTz9HzZgcCNs4bxoeqEXNTuRoXJpzqiH8dJcK3l2TnAlpDC?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="473" height="322" /></p>
<p dir="ltr">La Francia è quinta. L’Italia assente nei primi 10 paesi.</p>
<p dir="ltr">Compare invece al sesto posto per numero di film prodotti nel 2023.</p>
<p dir="ltr">Secondo i dati elaborati dalla Direzione Generale del Cinema abbiamo prodotto nel 2023, 402 film e siamo collocati al sesto posto, prima della Francia che si trova al nono posto con 298 film.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdiuNmY0MlbioJODtO-6_DjI2QHeyBhdjdg82M8chm2N_Sh3bxvuMdW6mjWE3W-gcB8i2AYf9eaXq4PXrVIFnyqBfA1CoNRVcsTcO0-Tiv8J198ub0sy3ZeVXbU9NHEjd_S3fG3jzTUiZ2kXwXnJJ2BP9I?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="485" height="300" /></p>
<p dir="ltr">Evidentemente siamo stati bravissimi! Abbiamo prodotto un sacco di film.</p>
<p dir="ltr">In realtà il dato non è corretto.</p>
<p dir="ltr">In un’altra ricerca, l’Osservatorio ci dice che nel 2022 l’Italia ha prodotto 196 film di finzione.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXf3hKWxWkZ-fcZeX-TeFRarRfiEeRyUR8j-7TIG7CZJNzMPCAQx5xvtobHtg10XjjgPo70jB9TJOjTqDBanPkwrNWVaWp-W8VimwMFSCqf1ot_KGUeoPSEmF_xfV7hrkxLT13ockIRnH3gyvkCcXuKqOyc?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="473.1377180232558" height="595.05777398803" /></p>
<p dir="ltr">Film di finzione. E qui si gioca la differenza.</p>
<p dir="ltr">Questo dato è importante, perché su questo dato si è scatenata la polemica che in Italia produciamo troppi film e che quindi bisogna contrarre la produzione.</p>
<p dir="ltr">In realtà i film di finzione non sono 402.</p>
<p dir="ltr">E lo dice la stessa Direzione Generale del Cinema che nei dati resi pubblici a Venezia scrive che nel 2023 sono stati prodotti 402 film,</p>
<p><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXf3Db10JMffO6FIK63mSCEXq1ScKbcsQGboLgFK8S9H6kXaldEL8W4YF5hO_lj0D53GdH1XVGO6thDSojTOb9En0dj3QDUXHbaIb9Yg0jBSt9EQVLCpJg6NlE6GRhUh-05mgirWWFLjMkFUrefBcYFsExDf?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="452" height="396.3593658250147" /></p>
<p dir="ltr">ma, nella riga successiva, scrive: di questi, 156 sono di finzione, 106 sono documentari, 92 coproduzioni (sia di finzione che documentari, sia maggioritarie che minoritarie)</p>
<p dir="ltr">Riepilogando anche aggiungendo tutte le coproduzioni (considerandole tutte di finzione) i film prodotti in Italia sono 248 e a 402 manca qualcosa.</p>
<p dir="ltr">Cosa significa praticamente questo dato?</p>
<p dir="ltr">Cerchiamo di capirlo bene.</p>
<p dir="ltr">In un&#8217;altra ricerca scopriamo che nei film italiani lavorano 74 persone, nei film stranieri 181, nelle fiction 80 e nei documentari 14.</p>
<p><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcEEBpW04LxQJpgoaD6RNbA2me0vyZ3DlBBM3YmgvMiMAnk1gufYBPceXxKr03ZUxGViXPojGf9d1ksJ2mu1LBt45qdQyU9Q1CNHR_RTqXT8cB1w5xs1kYQ5zDaSQ4TjThBLleT63xEt8uNnFyTyICEIFvv?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="452" height="326.7930559225193" /></p>
<p dir="ltr">Quindi se nei documentari lavorano 14 persone e 74 nei film italiani, non non mi pare che i due dati possono essere accorpati così facilmente.</p>
<p dir="ltr">Il costo di un film.</p>
<p dir="ltr">Da anni ci dicono che, per fare film che possano competere a livello internazionale, dobbiamo aumentare il costo. Bisogna cioè spendere decine di milioni di euro!</p>
<p dir="ltr">L’Osservatorio europeo ci dice che oltre il 60% dei film in Europa costa tra i novecentomila euro e il milione e duecentomila</p>
<p><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdc3fCRUjewYd6Ne7UYQqa7CXZJ2pOt7dkP62Jecp4zNoMWBAASksylQt-HQEZcFWYQzKg2bAcuQ2nwJjfQt-Mxbvtpx693rVF_nZDIcx-0FvrD__g1V_BM3Ij5vzgrysgWB13jU2ZdzGsXWRALFI-YQWdG?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="224" height="361" /></p>
<p dir="ltr">mentre il costo medio di un film varia tra i due milioni e 750 mila euro e i tre milioni e duecento cinquanta.</p>
<p dir="ltr">La DGCA pubblica in una tabella con le fasce di costo dei film.</p>
<p><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdgVZ7a_nI5h4ZhtwjpnFiwPC6aLZqobUj1mXIkCV8F8a-7WV8_p6EQaqqH50diYh-Yg8gKG-6-l9lR74G-nG_Lg4hRflloHJ8WW0dI7jgUbDCjdmeiF7eQJhW5ZgWQ234FocWHcw0HrRMDpbuD9cOpHKM?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="544" height="260" /></p>
<p dir="ltr">Vediamo che la maggioranza dei film sono quelli che costano sotto il milione e mezzo. Infatti nel 2023 nella fascia fino a 200.000 euro sono stati prodotti 69 film, nella fascia tra i 200.000 e gli 800.000 euro sono stati prodotti 56 film, nella fascia tra gli 800.000 e un milione e cinquecentomila 39 film.</p>
<p dir="ltr">In totale nella fascia che va dai 200.000 al milione e mezzo sono stati prodotti 204 film, inclusi i documentari.</p>
<p dir="ltr">Nella fascia dai 2 milioni e mezzo agli oltre i 10 milioni di euro sono stati prodotti 75 film, inclusi i documentari.</p>
<p dir="ltr">Rispetto al 2019 sono stati prodotti 164 film nella fascia 200.000-1 milione e mezzo e sono stati prodotti 75 film nella fascia 2.500.000 oltre 10 milioni.</p>
<p dir="ltr">Sono state pubblicate liste di film italiani con budget da 30 milioni di euro, da 15 milioni di euro.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXfNcjhsGAIvoiaENx1Vpd31BZJLrumyAxcIxx7BbS6n1rgGXZva2PqMUwmYfw9Argt4AyyY15RsFEpVquYSz8pQ8M_z8OLihreWuIMLhumTrQc5SCwMloqE2-JV0tXmvYuHDtPPH1L_yRAkIU6X1rM6MMpq?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="536" height="1111.2458309627862" /></p>
<p dir="ltr">Insomma un&#8217;esplosione di film ad altissimo costo.</p>
<p dir="ltr">Torniamo al numero di film prodotti.</p>
<p dir="ltr">Vediamo ora quant&#8217;è la quantità di film che vengono richiesti dal Mercato Europeo sia dalle sale cinematografiche e dagli altri sistemi di diffusione.</p>
<p dir="ltr">Nel 2022 per l’Osservatorio dell&#8217;audiovisivo europeo l’EU27 con il Regno Unito ha assorbito 128.000 film. Si tratta di film provenienti da tutto il mondo e di qualunque anno.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdzdN-uOEhfmjd0thY-6yNizaZaKSWcQp9fis47AvPoneta_vxvZIo5t23GxLuPtcot5FrApsHlgE9uguBjZoq0p87bF5So7OGiR8i4iX01yCzbhvBSeGuFppYgClZ3G32UXFilXellxaD1Lp-GbFGcBMg?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="666.2021531100479" height="658.3220119078424" /></p>
<p dir="ltr">Di questi 49.000 film sono quelli che sono stati prodotti dall’UE.</p>
<p dir="ltr">Nel 2023 in Europa sono stati prodotti 1951 film, ovvero meno del 0,4% dei film assorbiti dal mercato.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXf-xnTuIVuAGGRA78BPVswFe98q_9pQbm3Rikdqo8x8ZL0R838pexxzaKSD-vHqmLkPh06yC-rtppX0fumrV9CsBxobVBKzSTLBRx3ucgOTUvBvU0iPVDVEBasf_kwpXFgTMhjqwlIc068gNB9tLPWb80P8?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="401" height="439.9432183415472" /></p>
<p dir="ltr">E’ evidente che i 200-250 film prodotti dall’Italia non sono un problema di sovrapproduzione.</p>
<p dir="ltr">I FINANZIAMENTI AL CINEMA</p>
<p dir="ltr">Mi occuperò di Tax Credit al cinema.</p>
<p dir="ltr">In un articolo pubblicato da Key4biz di Angelo Zaccone Teodosi abbiamo appreso che ai contribuenti italiani il Tax Credit al cinema e all’audiovisivo è costato 3 miliardi e 200 milioni in sette anni, vale a dire 460 milioni all&#8217;anno.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdtbnavB9ObWyfDtUjxaeZ_uQ4qC9EEvUoYMDw92vktdRmkDn_eZwawzM1XVsZ11uK8nCXUSOIEMIGqMSec-JBvyGqBguoZ6tsIkN6ULKn79IlPlFfMyYqxk0vfWV7rs6snuvev1kVXFUDXU0DqHg4h9X7v?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="543" height="764.53455048009" /></p>
<p dir="ltr">Oltre ai contributi per i selettivi che sono altri 100-150 milioni all’anno.</p>
<p dir="ltr">La stampa specializzata (Box Office, Prima Comunicazione eccetera) hanno scritto che 20 società assorbono la gran parte di questi contributi.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdrpynbBy_W-NA-Y2UuJFHLk96Hq28PBfczBODhearkgVHrwdxuN9egtBDYA4QIbIkxWu75RsADSwsCbN8QwN65dc04aXjhtmlDovlMTL61FMTVN1Bw2k2qGwZWdcxAIgRgGU5mMrcTyp9GZa-5c0lEB3w?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="281.63170871614585" height="371.01008838890806" /><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXdBAPVl1cfIDBd5rGPjqjweSaiSv5qR1BZrfN9cSqXCKSaWREnTWS-42TwoVUeSjIa6FnMPLcNIhUM4dZGjDFKQCMPORIY1_fvJoHZGfX1RpenAd2ebT0wsMWPrzWRbSscdzoce_VDdKx86AN_cP-plrH_g?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="493.3927847081307" height="360.0178518298126" /></p>
<p dir="ltr">L’APA, l&#8217;Associazione dei produttori audiovisivi ogni anno pubblica un Rapporto nel quale si vanta del fatto che le società vengono assorbite da grossi gruppi stranieri e che per poter competere sul mercato internazionale bisogna entrare in questi gruppi stranieri.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcWnAP6tE6U8O4q6OP3ae8mvnaLbWRXhwetGDE4cSXQQSsBWmt3YHVUOGCOSfDybgEiOaIFomvmGImI2A6OSZrHAoNJL6QSA1SQ_1qrn11TYWXgEP3AN8p0U9uPrl77snUnLW06TK6gWJ0PJUMbAwVFYsM?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="502" height="281" /></p>
<p dir="ltr">Qualche mese fa l’AGCOM ha pubblicato l&#8217;elenco delle società di produzione che sono state assorbite da altri gruppi, per lo più stranieri o da fondi di investimento stranieri. Sono 14 società.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXd6s5EbIoyNO0Ut62nW2jt6VeigchHGQYtU46v9x1-WmojbcLiz3o9qYjEI_9TZNhxe7n3mjj5P5jGsMUqLWo6G8UOh3c5raNVaBNCkmkRu3v63E_roaMD6rxMtOwNuOaZDyGpPTjdUguy8b_1Td24T6R51?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="466" height="342" /></p>
<p dir="ltr">In realtà noi sappiamo che sono quasi una ventina alcuni anche di gruppi italiani.</p>
<p dir="ltr">Quanti soldi pubblici hanno ottenuto queste società?</p>
<p dir="ltr">Ce lo dice il Registro Nazionale degli Aiuti Pubblici che di ogni società elenca gli aiuti ottenuti negli ultimi cinque anni.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXejav13Ik7alBZnPe2P799tfNNC-b6UmY_aEG_TIhNDl9keqNccFlMtW2rMjTkmNnizNYTfO00-tQvwPx3Be7slAm8Gm7Se1mSj58Wmhn410-Lq0haUtMf7st0_ZcBdOFlAOM_QYEQNYmtzkN-jHBth9o4?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="796.952640570218" height="1044.2052775622226" /></p>
<p dir="ltr">Vediamo quanto ha ottenuto il gruppo più grande, la Fremantle Media che ha assorbito 4 società italiane.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXeM4_pc2ylnLPj1YnRCKpo4ovmjW9ZIAlyFxYOeXNKiA2JyiLJUFfT0EKi2LwqvyWe9zJqMzOFNT93Yr5dRgzjPaKf72Wv4OCsTXtOzOeLoHES6-1Y4z3rg9Rzj96C7OIMejUybD1T5HqCVj63zFz6VGwai?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="642.9152231179231" height="454.4774571855274" /></p>
<p dir="ltr">Bene il totale nei cinque anni di tutti i tipi di contributi pubblici ottenuti è 427 milioni di euro.</p>
<p dir="ltr">Gli altri gruppi hanno assorbito tra i 200 e i 350 milioni di euro.</p>
<p dir="ltr">Sicuramente tutti questi soldi saranno serviti per aumentare il numero di lavoratori del comparto e le loro paghe.</p>
<p dir="ltr">Vediamo allora cosa ci dice il Database dell’INPS.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXcf6TFAkiEAilVexUpSTlqlBoo33hQMQ4lKK1TXvwWBO-zn60kjUOsfWYm9iDxEcZjkjrSgQv0U_c9u5u206srEDUzz1EN2kXAEYE4CLW38otYVnIN1wn7mO9M3KxZ-N7FUZh8QZC2xdPwllilJdc4Ax_nl?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="428" height="130" /></p>
<p dir="ltr">Ho selezionato tutte le figura professionali che lavorano in un film: gli attori, i registi e gli sceneggiatori, il reparto produzione cinematografica, gli operatori e le maestranze, gli scenografi, gli arredatori e costumisti, i truccatori e parrucchieri, nel 2023, anno in cui ancora non c&#8217;era il blocco della produzione. Parliamo di lavoratori a tempo determinato che hanno avuto una busta paga e quindi gli è stato pagato un contributo.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXeYOfyH9241ALm8KqduaoacIHOCdvnfUdaVWK9KOw0Imn-fHbzBdXy9Xb42Z7PiHjeiSA7qtbA5yzw8ylqqNTxuzNe4ZCBRiIt3Z5EX89H_c6RrNC2oPpst63LsBIrjGq141fAi4aXRnzzZJGTWT-GugKNt?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="542.7922077922078" height="383.717813435199" /></p>
<p dir="ltr">Ebbene nel 2023 i lavoratori sono poco più di 120.000, hanno lavorato per 5 milioni di giornate lavorative. Pari a una media di 42 giornate di lavoro all’anno per una paga lorda di 8.800 euro annua.</p>
<p dir="ltr">Se confrontiamo queste paghe e le giornate lavorate ogni anno dai dipendenti pubblici non possiamo che essere stupefatti.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXe6mltvW6XTeUbmbmRD7oR1_pOFv781bHwIubiDKulDtUzQYxLiP45O4jjVrf16_sUf4k0iPaAMKIv17yo4DzwKD9VCnjNRjgMWLudbG14h2QJ0x4AY6XSaQAV2NHcwT7KYLmfre4Y7AWoew-ntCGqRcWE5?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="422" height="372.68549747048934" /></p>
<p dir="ltr">Un dipendente pubblico lavora 278 giornate all’anno e ha un reddito di 34.000 euro.</p>
<p dir="ltr">CONCLUSIONE</p>
<p dir="ltr">Da questi dati cosa si evince?</p>
<p dir="ltr">Che questi grossi gruppi che hanno come loro mantra il mercato, quelli che amano definirsi Industria, i ricavi non li ottengono dal Mercato ma preferiscono ottenerli più facilmente dai contribuenti italiani.</p>
<p dir="ltr">Eppure il Mercato in Europa esiste, è enorme.</p>
<p dir="ltr">Ma per entrare in quel Mercato ci vogliono opere di alta qualità che questa Industria ha dimostrato di non essere capace di realizzare.</p>
<p dir="ltr">Nonostante i tre miliardi e duecentomila euro elargiti dallo stato italiano.</p>
<p dir="ltr">Che questi grossi gruppi non sono stati capaci neppure di aumentare il numero di lavoratori del comparto e le loro paghe, che sono rimaste invariate.</p>
<p dir="ltr">Hanno saputo invece aumentare il loro ricavi.</p>
<p dir="ltr">La domanda a questo punto che dobbiamo farci è?</p>
<p dir="ltr">Perchè i contribuenti italiani devono regalare 500 milioni all’anno di soldi pubblici a 20 società di produzione di proprietà straniera?</p>
<p dir="ltr">E’ evidente che Il Tax Credit non è un Reddito di Cittadinanza ma un Reddito di Ricchezza per poche imprese straniere.</p>
<p dir="ltr">I produttori indipendenti non sono e non devono essere Industria.</p>
<p dir="ltr">Sono artigiani. Artigiani evoluti ma artigiani.</p>
<p dir="ltr">Lo dice la storia del cinema italiano.</p>
<p dir="ltr">Lo dice la storia del tessuto produttivo italiano che è costituito da micro e piccole imprese che fanno la ricchezza del nostro paese.</p>
<p dir="ltr">Noi non siamo l’IKEA.</p>
<p dir="ltr">Noi siamo quel falegname che da un pezzo di legno tira fuori un bambino.</p>
<p dir="ltr">C&#8217;è un&#8217;immagine molto bella a cui io sono molto legato.</p>
<p dir="ltr">E’ degli anni 60. Un signore, Sergio Leone, per fare un Dolly sta a cavalcioni su un macchinista e con la Arri2C 35mm faceva le stesse cose che facevano gli americani a Hollywood.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXfNoK9bekssUqyl1GUlfLvptsEvBgS9g6sVqtHU0usQd_Bzt5_-_0pj6nBBI7fjy8WWgvt14-vgxL0Ws4eeoRFjdpPZu0l9iDX3bNRpWiq-yJqwMJYw8FYdQ1mUHtnYsa2Mi1xe_UpKTgt48XlAxhZ5Ew-E?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="219" height="327" /></p>
<p dir="ltr">Si dirà: erano gli anni sessanta, Sergio Leone era un giovane cineasta.</p>
<p dir="ltr">Nel 1984 Sergio Leone gira a Hollywood C&#8217;era una volta in America.</p>
<p dir="ltr">E qui abbiamo un&#8217;altra foto che ritrae Sergio Leone accanto a un attore a terra che deve fingersi morto.</p>
<p dir="ltr"><img src="https://lh7-rt.googleusercontent.com/docsz/AD_4nXe5s7K4HLVa2Ya94s3RGZjaTfjnMf9T0KXEZ4J_MjlnGxowiZv25_G-8QAgoYuVzMHHGz1cENAkxwt5TRlmTCwO6B-nQpfeNfvpu5tpFu5tJJjGHZ7Dhr9Fix_HYDAZf24ZqVhjv3QixdJiO3frUXYUPh7z?key=Klne-8yg7S4kslb9wADaTQ" alt="" width="222" height="364" /></p>
<p dir="ltr">Vediamo Sergio Leone che gli spruzza addosso una bottiglia di Ketchup affinché il sangue fosse più evidente.</p>
<p dir="ltr">Ecco, anche a Hollywood per risolvere un problema di verosimiglianza non servono effetti speciali o intelligenza artificiale ma basta l&#8217;intelligenza creativa dell&#8217;artigiano che risolve tutto rapidamente con del semplice ketchup.</p>
<p dir="ltr">Ho finito!</p>
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